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  Chiesa
 Non potete servire Dio e il diavolo
Ascoltate voi che calpestate il povero.Anche noi quante volte abbiamo calpestato il povero con i nostri progetti di solidarietà. Quante volte abbiamo calpestato la dignità del povero con le nostre luride cinquemilalire e ora con i nostri pesanti euro. Abbiamo calpestato la dignità del lavoro con le nostre raccomandazioni. Abbiamo calpestato la dignità della povertà impinguendo...
di p. Paolo Turturro
Dipingi la Pace

Ascoltate voi che calpestate il povero.Anche noi quante volte abbiamo calpestato il povero con i nostri progetti di solidarietà. Quante volte abbiamo calpestato la dignità del povero con le nostre luride cinquemilalire e ora con i nostri pesanti euro. Abbiamo calpestato la dignità del lavoro con le nostre raccomandazioni. Abbiamo calpestato la dignità della povertà impinguendo le nostre banche. Abbiamo calpestato la dignità degli sfrattati, dei senza tetto con le nostre cene di carità pelosa. Anche noi abbiamo sterminato gli umili. Il buono in questa nostra società non serve, non ha spazio, è inutile. Chi è buono, è emarginato. Chi perdona, è sterminato dalla prepotenza degli altri. I nostri governi diminuiscono gli stipendi delle casalinghe, dei poveracci, aumentano tasse sulle medicine e si aumentano i loro favolosi stipendi. Usano resoconti approssimati e falsi in bilancio. E tutti tacciono. Nessuno osa parlare. Ed ecco il Signore: certo non dimenticherò mai le loro opere. Le opere di compromesso, di distruzione di nazioni in nome del bene, in nome di togliere i vari dittatori di turno. I dittatori eliminano i dittatori più deboli. Dio non dimentica il povero, l 'oppresso. Ecco ho ascoltato il loro grido. Cosa pensi che io possa accettare che tu agisca e parli con la tua prepotenza, con il tuo potere a nome mio? Ed ecco Dio si schiera con gli oppressi. Non potete servire Dio e il diavolo. Non c'è compromesso tra Dio e il denaro. Tra Dio e la ricchezza. Non c'è compromesso tra la chiesa e il denaro. Tra la chiesa e lo stato che opprime il povero. Dio non si compromette con gli amministratori scaltri e furbi. Pur considerando la loro scaltrezza ( i figli delle tenebre sono più scaltri dei figli della luce ) rigetta decisamente la loro mentalità. Anzi li chiama alla loro responsabilità: " Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione." I nostri governanti devono rendere conto della distruzione dei popoli ( I Curdi, le varie etnie africane e latino-americane), del massacro sulla natura, dei piccoli di Ossezia, dei bambini morti di fame, dei tanti, milioni, di aborti all'anno. No, non è possibile compromettersi con le loro leggi. No, non è possibile compromettersi con le armi, con le guerre, con i terroristi, con l 'orrorismo imperante di oggi. Non c'è compromesso tra la chiesa e gli stati che accettano le guerre, la prepotenza su altri popoli, lo sterminio di gente di diversa fede. Non c'è compromesso tra Dio e la diplomazia di ricchezze. Quante banche opulente di denaro di beneficenza. Quanti progetti di costruzione di opere, senza che i poveri ci abitino, che si sentono a casa loro? Non possiamo barattare Dio con i nostri barili d'olio. Non possiamo barattare la coscienza con i nostri accordi di bene. Non possiamo barattare il bene, favorendo solo i nostri amici, o quelli che la pensano come noi. Servire il povero è una scelta di croce, come Cristo che se l'è incarnata nel suo corpo. Come Cristo che ha condiviso l'uomo totale nel suo petto squarciato, da dove poter entrare nell'amore di Dio. Che cosa fare nei nostri programmi pastorali avvinghiati al compromesso, alle paure di sbagliare nell'operare il bene? Zappare, non ho la forza. Come zappare ? Come cominciare da capo nell'evangelizzazione? Sudare, vangare per il vangelo? Dire che ho fallito? Nella mia chiesa? Nella mia parrocchia? Mi vergogno. Ecco cosa farò: continuare la via del male, del tram tram quotidiano? No, non è possibile. Ed ecco ci viene in aiuto il verbo greco: Mi toglierò dalla situazione di peccato, di fango dei porci e mi eleverò altrove, in altre scelte. E dirò: Padre ho peccato accumulando ricchezze nelle nostre banche. Accumulando sicurezze nelle nostre chiese. I drogati sono un pericolo. Fuori. I poveri sono esigenti. Fuori. Mi chiudo nelle mie postazioni. Abbiamo provato, ma quegli zingari sono incalliti nel rubare. Abbiamo provato, ma quei barboni sono di professione. E così cadiamo nelle nostre comunità nella trappola del compromesso. Che è possibile nel contempo servire Dio, pregare in chiesa e girare le spalle ai poveri. No, non mi procuro la iniqua ricchezza, anche se sono nel bisogno. No, non mi procuro le sicurezze umane che non mi aprono la via della vita eterna. La disonestà impera oggi, anche nelle nostre piccole scelte, nei nostri piccoli favori. Si, è vero che chi è disonesto nel poco, è disonesto nel molto. E sotto questa logica, cadono i ponti del bene, cadono le motivazioni delle guerre, cadono i compromessi. Come Dio può affidarci il suo regno, se non siamo fedeli qui sulla terra, nelle nostre cose quotidiane? Non siamo fedeli nel custodire i sacramenti. Guardiamo come li viviamo. E chi è fedele nel perdono che Dio ci dona? Chi perdona l'altro? Non potete servire Dio e il diavolo. Non si può seguire la mentalità di Dio e quella del mondo, del sopruso. Non è possibile il compromesso tra la pace e la guerra. Non è possibile un compromesso tra la chiesa e la mafia, che è struttura di peccato. Ecco la libertà: Dio è tutto per me, per noi. Dio è la nostra ricchezza. Dio è la nostra provvidenza. Dio è il nostro amministratore. L' amministratore della nostra coscienza. Gesù Cristo è l'amministratore del Padre che fa tutti ricchi nel suo cuore.

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Rispondere
 Piccole cose
Da  [19-07-2005 00:40 - Maria Carla]
Non si dice tram tram, ma tran tran ...Il resto sono belle e complicate parole inutili ... Il Vangelo è semplicità, silenzio, testimonianza con il proprio agire semplice e limpido fin dalle piccole cose ... Occorre stare attenti, non divagare per autocompiacimento, perché la vita è come un bell'articolo, complicato e filosofeggiante, ma poi basta un 'tram tram' al posto di un 'tran tran' per far scomparire in una risata tutte le auliche frasi. Nella semplicità si stempera tutto e un 'tram' al posto di un 'tran' al massimo fa increspare bonariamente l'angolo della bocca. Come diceva un mio vecchio confessore 'Fai bene le piccole cose'. Grazie ancora P. Gherardi, seguimi dal cielo!
 
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La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.

Albert Einstein


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