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...la lettura
Paolo Turturro Le preghiere del tempo
Collana: Opere varie religiose Ed. Borla
Pagine: 144 Euro: 13
recensione di don Bruno Ghiroldi |
Settanta. Nella Bibbia il numero settanta non è semplicemente un numero, ma un segno di compiutezza, di pienezza.
Lo si dice di persone scelte, di giorni e di anni importanti, di misure e di monete di valore, di buoi immolati e di asini cavalcati, di settimane fissate per mettere fine all’empietà… (Dan.9,24). Eccetera. Ma l’occhio cade su Esodo 15,27: "Poi arrivarono a Elim, dove sono dodici sorgenti di acqua e settanta palme. Qui si accamparono presso l'acqua".
E settanta sono le poesie di Paolo Turturro, che sembrano davvero settanta palme alla cui ombra la meditazione è favorita, facile il ricordo e immediata la preghiera, rinsaldata l’amicizia…
Elim e Padre Paolo: un luogo e una persona, che possono essere raccordati. Infatti il luogo fa’ la persona e la persona diventa luogo. Accingendomi a prendere in mano "Le preghiere del tempo" * di Padre Paolo vedo che il riscontro è per nulla forzato. Ambedue richiamano la dolcezza del riposo e un confine da valicare, oltre il quale il deserto… e poi il Sinai, il monte di Dio. Sostare a Elim per prendere fiato: il deserto ti attende. Non ti è dato di tornare indietro. E chi sta con Padre Paolo non torna indietro, anche se gli sembra di non camminare più con lui. In effetti cammini, perché sai che lui cammina, anche se in solitudine, a volte nel canto, a volte nel pianto.
Sì perché lui ti genera, e rigenera, con Lui entri nell’inedito, con lui ti misuri, con lui soffri e preghi e ti immoli.
Con lui speri contro l’evidenza, al di sopra dell’impotenza.
Ricordo l’ultima mia sosta a Palermo nella casa di P. Paolo. L’indisposizione e la curiosità mi consentirono di sbirciare tra i suoi manoscritti: scarni e appuntiti versi solcavano fogli accastati in un angolo della libreria. Allora a me parvero indecifrabili Chiedi tu ad un profeta o ad un poeta perché scrive certe cose! Non avrai spiegazione ma commiserazione, Ebbene quei versi attendevano il tempo, che settanta giorni dopo si sarebbe aperto davanti a lui come una voragine.. di amarezza e di paura, di accuse e di sospetti, di voci e di silenzi, di rammarico, di desolazione, di stanchezza fisica e morale… E’ il tempo della salita al Calvario e al Tabor: tempo abitato dalla Fede, ora dubbiosa e ora certa, sempre amante e mai priva di speranza; tempo delle vibrazioni più profonde fino allo slancio mistico, che la vince sulla costante constatazione di un intimo substrato di dolore e di rancore; tempo dell’attesa del giudizio degli uomini, sempre più lento del Giudizio di Dio, che è consolazione e forza, riabilitazione e recupero nella Sua luce di quella vena di misericordia che sa perdonare settanta volte sette…Sono fioriti così tutti i settanta "salmi" di uno dei discepoli del Signore, che finisce col dire che "Chi ama resta per sempre".
Brucs
* Paolo Turturro, Le preghiere del tempo, Borla, 2004. Reperibile in parrocchia al prezzo di 13 euro.
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| Suggerimenti | Se la mia teoria della relatività si dimostrerà corretta, la Germania mi rivendicherà come tedesco e la Francia dichiarerà che sono un cittadino del mondo. Se la mia teoria si dimostrerà falsa, la Francia dirà che sono tedesco e la Germania dichiarerà che sono un ebreo. Albert Einstein |
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