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Per la pace
Kashmir indiano. Il 20, almeno 4 soldati indiani sono stati uccisi da presunti ribelli separatisti in una zona boscosa del territorio conteso da India e Pakistan.
Il 21, 2 contadini sono stati uccisi da uomini non identificati nel villaggio di Tral, a sud della capitale Srinagar. L'esplosione di una granata ha provocato la morte di 1 presunto ribelle e altri 3 uomini, sospettati di essere militanti islamici, hanno perso la vita in diversi scontri con i soldati indiani.
Il 23, 1 civile è morto in un’esplosione, un guerrigliero è stato freddato dalle truppe indiane e 2 persone sono state uccise da presunti militanti islamici.
Il 24, 3 persone sono state uccise e altre 4 ferite da presunti ribelli, mentre 4 guerriglieri hanno perso la vita in diversi scontri con i soldati indiani.
Intanto il 26 India e Pakistan hanno cominciato i colloqui per fermare gli scontri nel ghiacciaio del Siachen, uno dei luoghi di battaglia più alti al mondo (5.500 metri di altitudine). I militanti islamici combattono per l’autonomia della regione dal 1989 e finora sono morte almeno 40mila persone.
Indonesia. Il 26, 4 persone, 3 miliziani e 1 soldato, sono morti negli scontri tra esercito indonesiano e ribelli nell'instabile provincia settentrionale di Aceh. Lo ha reso noto la polizia, a poche ore da una nuova sessione negoziale tra le due parti in conflitto. I negoziatori indonesiani e i responsabili del Gam (Movimento per Aceh libero) hanno infatti raggiunto Helsinki per il quarto round di colloqui, fissati per cercare di porre fine a un conflitto trentennale che ha provocato 12 mila morti dal 1976.
Nepal. Il 25, l’esercito nepalese ha annunciato di aver trovato i corpi di 25 maoisti uccisi in diversi scontri con le forze di sicurezza nepalesi nel sudest del Paese. La guerra tra maoisti ed esercito governativo nel regno himalayano è cominciata nel 1996 e finora ha causato circa 12mila vittime.
Afghanistan. Il 21 un ordigno telecomandato è esploso al passaggio di un blindato Usa nel distretto di Shinkay, nella provincia di Zabul: un soldato statunitense è morto.
Poche ore dopo, un altro agguato nella vicina provincia di Paktitka: una dozzina di guerriglieri ha assaltato una pattuglia Usa in perlustrazione nella zona montagnosa di Pipali, lungo la frontiera con il Pakistan: 3 soldati sono stati feriti. Sono subito intervenuti elicotteri da combattimento e cacciabombardieri Usa che hanno messo in fuga e poi inseguito gli attaccanti, uccidendo dodici talebani. Le bombe sono cadute anche in territorio pachistano, nella zona di Lwara Mandai, in Waziristan, uccidendo cinque civili che stavano facendo legna nella zona.
Il 23 nella provincia centrale di Uruzgan i talebani hanno attaccato alcuni soldati Usa appena sbarcati da un elicottero Chinook: i militari hanno risposto al fuoco uccidendo due guerriglieri e mettendone in fuga altri sei. Questi si sono nascosti nelle caverne di una vicina montagna che sono state poi pesantemente bombardate dall'aviazione Usa chiamata ad intervenire.
Lo stesso giorno, in circostanze ancora non chiarite, è morto un militare Usa della Guardia Nazionale. Dall’inizio di marzo sono 28 i soldati Usa caduti in Afghanistan.
Cecenia (Fed. Russa). Il 19 i comandi russi hanno dichiarato di aver ucciso 14 guerriglieri ceceni in diverse azioni militari.
Il 20 gli indipendentisti hanno sferrato una serie di attacchi nella zona di Grozny uccidendo 4 soldati russi.
Successivamente i comandi della guerriglia hanno annunciato anche l’uccisione di 2 miliziani collaborazionisti ceceni, sempre nella zona di Grozny.
Il 24 e 25 si sono verificati violenti combattimenti nelle regioni montane del sud della Cecenia: come risultato 2 guerriglieri e 3 soldati russi sono morti nel distretto di Vedenò e 3 guerriglieri e 8 soldati russi sono rimasti uccisi nel distretto di Nojay-Yurt.
Il conflitto ceceno continua a contagiare anche le repubbliche confinanti, soprattutto il Daghestan, dove il 20 in un attentato è stato ucciso un ministro del governo, Zagir Arukhov e il 24 è stato assassinato un alto ufficiale di polizia, Magomedhan Gitinov. Quest’ultima azione è stata rivendicata dalla guerriglia islamica anti-russa daghestana ‘gemellata’ con quella cecena.
Iraq. Il 19, Ali Hameed, un alto funzionario del ministero del Petrolio iracheno e Sayid Mohammed Al-Allaf, un assistente dell’ Ayatollah al-Sistani, sono stati ammazzati in diverse circostanze a Baghdad. 7 persone sono state uccise a Mosul, durante un conflitto a fuoco. Un soldato è stato ucciso da un'autobomba ad un check-point a sud della capitale, 8 persone sono rimaste ferite. Un altro soldato, è morto nel quartiere di Doura nell'esplosione di un ordigno che ha ferito altre 3 persone. Il 20, 2 iracheni sono rimasti uccisi nell'esplosione di un'autobomba comandata a distanza davanti ad una moschea sciita a sud di Baghdad, 5 persone, tra cui una madre e 2 bimbi, sono rimaste ferite. 2 soldati dell'esercito iracheno sono stati uccisi dall'esplosione di una autobomba al passaggio di un convoglio militare nella parte settentrionale di Baghdad. 2 militari sono stati uccisi da colpi d’arma da fuoco sparati contro il loro convoglio nel centro di Baghdad, Un razzo ha colpito il carcere di Abu Ghraib, 5 detenuti sono rimasti feriti. Una manifestazione a Nassiriya è degenerata in uno scontro a fuoco tra miliziani legati al leader sciita Moqtada Al Sadr e i poliziotti di vigilanza al palazzo del Governatore. Il bilancio è di 10 feriti.
Il 21, 2 iracheni sospetti sono stati uccisi da soldati iracheni a un posto di blocco a sud di Baghdad. Scoperti i corpi di 3 civili uccisi da armi da fuoco in una zona agricola vicino Latifiyah. 6 soldati iracheni sono morti ed altri 6 sono rimasti feriti in un attacco degli insorti nei pressi di Baiji. Un soldato americano è stato ucciso a Tikrit dall’esplosione di un’autobomba. Il 22, Ali Mussa Salman, direttore generale del ministero del commercio iracheno è stato ucciso a Baghdad da uomini armati, ferito il suo autista e altre 3 persone. A Kirkuk, un civile iracheno è stato ucciso quando alcuni ribelli hanno attaccato un convoglio con esplosivi. 5 insorti sono stati uccisi, 11 feriti e 16 arrestati in un raid condotto da una forza congiunta di 850 soldati americani e iracheni nelle città di Mahmoudiya e Yusufiyah, a sud di Baghdad. Un soldato americano è stato ucciso e altri 2 sono rimasti feriti in un attentato suicida a nord di Baghdad. L'esplosione ha provocato anche il ferimento di 4 poliziotti iracheni e di altrettanti bambini. A Baghdad, un cecchino ha aperto il fuoco contro una pattuglia della polizia irachena uccidendo un agente e ferendo altre 9 civili. Due autobombe sono esplose contro altrettanti convogli militari americani a nord di Baghdad senza provocare vitime. I 3 giornalisti rumeni rapiti in Iraq il 28 marzo sono stati liberati. 2 soldati americani sono morti nel nord dell'Iraq, uno per un autobomba a Tikrit e l'altro in un incidente stradale presso Kirkuk. Il 23, un consigliere del gabinetto dei ministri iracheno, Wael al-Rubaie, è stato assassinato a Baghdad da uomini armati. 2 soldati iracheni sono rimasti uccisi e uno è rimasto ferito da colpi di mortaio sparati contro una base militare irachena a Samarra. Un'autobomba contro il convoglio di Mohammed Mahmoud Jigareti dell'Unione Patriottica del Kurdistan, ha ucciso 5 persone pressi di Kirkuk. Un'autobomba esplosa nelle vicinanze di un ristorante a nord di Baghdad ha provocato 8 morti e 107 feriti. In un video circolato in rete, 3 ostaggi, 2 iracheni e un giordano, confessano di aver prestato servizio per società di trasporti utilizzate dal comando Usa e vengono uccisi. 4 civili sono stati uccisi a Tuz Khurmatu, a sud di Kirkuk dall’esplosione di una camionetta-bomba. Altre 4 persone sono rimaste ferite. Un’autobomba è esplosa davanti a una moschea sciita a sud di Baghdad. 5 persone sono morte e 19 sono rimaste ferite. Due autobombe sono esplose davanti all’ufficio del leader turcomanno sciita Hasan Bagdash, nella città di Tal Afar, vicino a Mossul provocando 35 morti e 25 feriti. Il 24, è di almeno 6 morti e 8 feriti il bilancio dell'attacco suicida avvenuto in mattinata nel centro di Baghdad. 5 civili iracheni, tra cui un bambino, sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco nel villaggio di Hurriyah, a sud di Baghdad. 4 soldati americani sono stati uccisi in due distinti attentati nel centro di Baghdad. 5 agenti di polizia sono rimasti uccisi e numerosi giovani studenti feriti nell’esplosione di un’autobomba vicino ad una scuola nella capitale irachena. Il 25, i militari statunitensi hanno ucciso 4 ribelli iracheni in un'offensiva nell'ovest dell'Iraq. Si conclude l’oprazione Squeeze Play delle forze Usa e irachene contro gli attacchi terroristici: il numero dei presunti ribelli arrestati è 440. Il capo della polizia di Sharqat, Mikhlif Khalaf, è rimasto ucciso in un attacco della guerriglia alla sua auto a Mosul.
Israele-Palestina. Il 21, miliziani del movimento sciita libanese Hezbollah hanno bombardato con colpi di mortaio delle postazioni israeliane nella zona di confine contesa delle Fattorie di Shebaa in risposta a un precedente bombardamento d’artiglieria dell’ esercito d’Israele. Nel bombardamento israeliano sono state danneggiate cinque abitazioni nel villaggio libanese di Shebaa, a ridosso della zona di confine contesa.
Il 25 Amnesty International ha diffuso il suo report annuale sul rispetto dei diritti umani. Nel documento si afferma che: ”Israele ha ucciso nel 2004 oltre 700 palestinesi, fra cui 150 bambini e adolescenti. La maggior parte sono stati uccisi illegalmente: con spari avventati, bombardamenti ed attacchi aerei su aree civili, con uccisioni mirate, e con un ricorso eccessivo alla forza. Alcuni abusi commessi da Israele, si legge nel testo, rappresentano crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Il testo critica aspramente anche i gruppi armati dell’intifada: la loro scelta di civili israeliani come obiettivo deliberato rappresenta un crimine contro l’umanità”.
Turchia. Il 25, due militari e due guardiani di villaggio sono rimasti uccisi in un’imboscata tesa da militanti del Pkk ad un veicolo militare nei pressi della città orientale turca di Batman.
Colombia. Il 20 i ribelli colombiani hanno teso un’imboscata a un convoglio di polizia, iniziando uno scontro a fuoco con le forse governative lungo il confine con l’Ecuador. Morti 13 poliziotti. L’attacco, sferrato dai guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), pare essere una risposta alle bombe lanciate da aerei militari su un gruppo di guerriglieri che stavano camminando nella selva del sud, e che hanno ucciso 16 combattenti.
Il 23 sette indios Nukak Makú sono rimasti feriti per l’esplosione di varie granate in un campo di addestramento militare che sorge nel cuore della riserva indigena. Questa almeno la versione ufficiale, anche se le associazioni vicine agli indios parlano di un campo minato non segnalato, che prima faceva parte di un’area militare ora dimessa. La Colombia è uno dei paesi a più alta densità di mine al mondo, disseminate un po’ ovunque da entrambe le parti in lotta.
Il 25 un gruppo di uomini armati ha ucciso 6 consiglieri comunali, il presidente del consiglio e 4 poliziotti . Secondo il dipartimento di sicurezza amministrativa a sparare sarebbero state le Farc. E’ accaduto a Puerto Rico, paese a 310 chilometri a sud di Bogotá. I sette amministratori sono stai uccisi durante la seduta consiglio comunale, mentre i poliziotti sono stati freddati all’interno del dipartimento di polizia. Uganda. 20. Samuel Okullu, uno dei più importanti leader dei ribelli del nord, è stato ucciso. La notizia è stato reso noto solo oggi da fonti ufficiali dell'esercito. Il guerrigliero sarebbe stato assassinato durante un combattimento con le truppe regolari a Kilat.
Congo. 25. In una violenta battaglia scoppiata a Kisangani, località più importante del nord-est della Repubblica Democratica del Congo, hanno perso la vita 2 uomini uno fra le file della pattuglia mista governativa e l'altro fra le milizie dei Mai-Mai, teoricamente alleata delle truppe regolari. |
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