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  Chiesa
 Desiderio di salvezza
di p.Paolo Turturro

E’ l’ansia di vedere Dio. Ogni uomo si rifugia in te, perché hai compassione di tutti. Cos’è la compassione? Compatire la nostra situazione. Compatire le nostre lacrime. Compatire i nostri cuori avviliti e lacerati dal peccato. Non basta una vita per consumarsi di pentimento. Compatire è entrare dentro di noi, dentro il nostro pentimento. Compatire è entrare nella fornace dell’animo umano, spezzato da drammi, da situazioni penose. E Tu, proprio in vista del pentimento ci abbracci, ci assicuri, ci consoli, ci perdoni. La forza del tuo perdono viene dal tuo amore. Ci ami per sempre. Ci ami così come siamo. Da te siamo nati, non ci disprezzi; non disprezzi nulla di quanto hai creato. Non potrei sussistere sul lager dei miei dolori, se tu non mi sostieni. Proprio, perché sei amante della vita, non vuoi che nessuno si disperda e che nulla si perda di ciò che ami. E ci usi una pedagogia mistica per farci giungere a credere in Te, ad amare solo te. Una pedagogia mistica lenta, dolorosa, penetrante, tanto da far nascere in noi la ferma volontà del rigetto di ogni pur minima mancanza. Questo cammino di purificazione è a gloria del tuo nome. E’ voluto dal tuo Spirito che geme in noi la purificazione e la grazia. Entri sempre a Gerico. A Gerico delle nostre città. A Gerico delle nostre ansie. A Gerico dei nostri dubbi. A Gerico delle strutture di peccato della nostra società. Sei sempre il primo a entrare in noi, a compatire la nostra situazione. A compatire il nostro peccato. Entri a Gerico delle guerre. A Gerico dei massacri. A Gerico per non distruggere, per non fare cadere mura e persone. Quanta voglia di vederti. Quanta voglia di sentirti nelle nostre case, nelle nostre strade, nelle nostre situazioni. Quante notti oscure per vedere il tuo volto. La notte muore nella luce. Quanti pianti per sentire i tuoi passi dentro di noi. Zaccheo, uomo ricco e capo dei pubblicani, voleva vederti, cercava di vederti. Per curiosità o per amore? O per passione di misericordia? Rassomiglia a noi. Anche noi saliamo nelle notti dei nostri peccati, saliamo sulle rocce dei nostri perché, saliamo sugli irti alberi delle nostre sicurezze per vederti. Come riuscirci? Se la bassezza dei nostri rancori, dei nostri odi, delle nostre mancanze ci impedisce? Non siamo bassi di statura fisica. Siamo nulla, siamo zero di spirito. Proprio nulla. Non capiamo niente di Dio. Proprio zero. Proprio da scoraggiarci. I nostri limiti, sassosi, lapidari, macigni dinanzi a noi, travi di ferro ai nostri occhi, ci ostacolano di vederti. E pensiamo che la cloaca dei nostri peccati ci impedisca per sempre di vederti. Per Te non è così. Per poterti vedere scorre in noi, scatta in noi:" Signore, abbi pietà di noi". Noi corriamo avanti, soli, con le nostre idee. Noi corriamo avanti, soli, con i nostri limiti. Corriamo avanti, soli, per noi stessi. E saliamo, non più su un sicomòro, ma sulle cime delle nostre vendette, sulle cime delle nostre superbie. E dall’alto pretendiamo di vedere Dio. E’ strano Gesù. Come è umile il suo atteggiamento. Lui Dio, alza gli occhi, alza lo sguardo per vedere un peccatore, per vedere Zaccheo, me, voi, noi. E Zaccheo, noi, dall’alto delle nostre posizioni vogliamo vedere Dio. Si è capovolta la situazione. E’ a Gesù sta bene. " Zaccheo, scendi subito…" Che meraviglia quel subito. Potessi sentire anch’io. Potessi udirlo anch’io nelle notti dei miei irti alberi. "…subito, perché oggi devo ( che precisione assurda, ardita di Dio. Dio deve salvare, Dio deve amare, Dio deve perdonare ogni peccatore) fermarmi a casa tua." Signore, la tua voce! Signore, il tuo subito mi è di sicurezza. Signore, anche per me. Voglio scendere anch’io dai miei irti alberi, da dove non si respira che superbia. Voglio scendere dalla roccia della mia superbia, da dove non posso contemplare il tuo volto. Quanto desidero accoglierti dentro la mia casa, dentro di me. Ecco do tutto al vento del tempo. Mi spoglio dei miei diritti terreni. Se ho rubato la tua stima per l’onore che mi viene dagli altri, ecco restituisco dinanzi a tutti le mie mancanze, perché si sappia che siamo solo misericordia di Dio. Restituisco tutto, perché è tutto tuo. Come restituire i massacri? Come restituire le frodi sulla Costituzione Italiana. Come restituire i furti sul bene pubblico e privato? Restituisco la tua grazia, perché è solo tua. Come vorrei che fossi oggi per me. " Oggi la salvezza è entrata in questa casa". Mi sta bene, Signore. Mi basta la fiducia in te e sono sicuro che oggi è salvezza è per me. Ho ancora tempo per lodarti. Ti loderò con le mie lacrime. Ti loderò, perché sono vivente.

P. Paolo Turturro

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