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Pensiero alla pace
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Ad Ostiglia per anni alle 7 di sera suonava la "campana della Pace", la nona del nostro concerto che porta la scritta: a peste fame et bello. Essa voleva offrire al tradizionale richiamo serale dell'Ave Maria un'intenzione: la pace appunto e il ricordo dei morti del giorno nelle tante guerre del mondo. Essa segnava anche l'inizio della preghiera del Vespro che nella chiesa sacerdoti, religiosi e laici innalzano a Dio per la Pace. Ora la preghiera è aggregata alla messa feriale e il numero dei partecipanti è più consistente. Perchè non coinvolgere anche altri in questo "Pensiero alla Pace"? Ecco dunque l'impegno che l'associazione nostra si prende di proporre un breve pensiero ogni sera alle 7 come segno e richiamo di un comune impegno.
Sarebbe bene che anche altri inviassero un proprio Pensiero alla Pace. La nostra Associazione sarà lieta di poterlo inserire in questa pagina. (a cura di brucs) |
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| Pensiero alla Pace 20091117 |
Nell’odierna situazione permane ancora un livello di sviluppo diseguale tra e nelle Nazioni, che determina, in molte aree del pianeta, condizioni di precarietà, accentuando la contrapposizione tra povertà e ricchezza. Tale confronto non riguarda più solo i modelli di sviluppo, ma anche e soprattutto la percezione stessa che sembra affermarsi circa un fenomeno come l'insicurezza alimentare. Vi è il rischio cioè che la fame venga ritenuta come strutturale, parte integrante delle realtà socio-politiche dei Paesi più deboli, oggetto di un senso di rassegnato sconforto se non addirittura di indifferenza. Non è così, e non deve essere così! Per combattere e vincere la fame è essenziale cominciare a ridefinire i concetti ed i principi sin qui applicati nelle relazioni internazionali, così da rispondere all'interrogativo: cosa può orientare l'attenzione e la successiva condotta degli Stati verso i bisogni degli ultimi? La risposta non va ricercata nel profilo operativo della cooperazione, ma nei principi che devono ispirarla: solo in nome della comune appartenenza alla famiglia umana universale si può richiedere ad ogni Popolo e quindi ad ogni Paese di essere solidale, cioè disposto a farsi carico di responsabilità concrete nel venire incontro alle altrui necessità, per favorire una vera condivisione fondata sull'amore.
Benedetto XVI, discorso alla FAO, 16.11.'09 | Pensiero alla Pace 20091116 |
"Una considerazione sulla precarietà della vita e sull'avvicinarsi inevitabile della sua fine si impone. Non è saggia la cecità davanti a tale immancabile sorte, davanti alla disastrosa rovina che porta con sé.
Vedo che la considerazione prevalente si fa estremamente personale: io chi sono? Che cosa resta di me? Dove vado? Cosa devo fare, quali sono le mie responsabilità? 'Camminate - afferma l'apostolo Giovanni - finché avete la luce'. E mi piacerebbe essere nella luce. Vi è una luce che svela la delusione di una vita fondata su beni effimeri e speranze fallaci. Vi è la luce di oscuri e ormai inefficaci rimorsi. Vi è la luce della saggezza che finalmente intravede la vanità delle cose e il valore della virtù che dovevano caratterizzare il corso della vita. Quanto a me vorrei avere finalmente una nozione sapiente del mondo e della vita: e penso che tale nozione dovrebbe esprimersi in riconoscenza: tutto era dono; tutto era grazia; e come era bello il panorama attraverso questa luce: il panorama attraverso il quale si è passati deve apparire segno e invito"
(Paolo VI, pensiero alla morte). | Pensiero alla Pace 20091113 |
“La profonda crisi economica, diffusa in tutto il mondo, con le cause che ne sono all’origine, hanno evidenziato l’esigenza di un investimento più deciso e coraggioso nel campo del sapere e dell’educazione, quale via per rispondere alle numerose sfide aperte e per preparare le giovani generazioni a costruire un futuro migliore. Ed ecco allora che si avverte la necessità di creare nell’ambito educativo legami di pensiero, insegnare a collaborare tra discipline diverse e ad imparare gli uni dagli altri”.
Benedetto XVI, discorso a docenti e studenti Lumsa, 12.11.’09 | Pensiero alla Pace 20091112 |
Perché dobbiamo ricordare? E che cosa bisogna ricordare? Bisogna ricordare il Male nelle sue estreme efferatezze e conoscerlo bene anche quando si presenta in forme apparentemente innocue: quando si pensa che uno straniero, o un diverso da noi, e' un Nemico si pongono le premesse di una catena al cui termine, scrive Levi, c'e' il Lager, il campo di sterminio. Vittorio Foa
| Pensiero alla Pace 20091110 |
Il dinamismo ad gentes resterà un dato qualificante l’intera nostra pastorale, una visione di chiesa che si traguarda sempre con gli altri e mai senza di loro.
Dal punto di vista etico-culturale desideriamo che i nostri cristiani si sentano cittadini del mondo, corresponsabili della sorte degli altri.
Card. Bagnasco, Assisi,60 assemblea CEI Pagina: Indietro 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 Prossima
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| Suggerimenti | Se la mia teoria della relatività si dimostrerà corretta, la Germania mi rivendicherà come tedesco e la Francia dichiarerà che sono un cittadino del mondo. Se la mia teoria si dimostrerà falsa, la Francia dirà che sono tedesco e la Germania dichiarerà che sono un ebreo. Albert Einstein |
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